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| Le ''influenze'' globali dell'economia mondiale |
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录入:aclic 来源:Associna 时间:2008-2-9
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Le ''influenze'' globali dell'economia mondiale Martedi, 5 di Febbraio del 2008 (0:43:31) di marcowong |
Quando l’America ha il raffreddore, l’Europa si prende la polmonite, e la Cina?
Una volta si diceva “Quando l’America ha il raffreddore, l’Europa si prende la polmonite” per sottolineare come il resto del mondo fosse dipendente dall’economia americana. Ed è quindi con preoccupazione che si osservano segnali molto negativi dell’economia americana. Il presidente Bush ha varato un piano per lo stimolo dell’economia (peraltro giudicato insufficiente dagli analisti di tutto il mondo), la Fed americana taglia gli interessi del costo del denaro e tutto questo è equivalente a vedere dei dottori che hanno appena dato un’occhiata al termometro, scosso la testa ed iniziato a scrivere una lunga ricetta di medicine per un paziente che ha già qualche linea di febbre, o in altre parole, con segnali di recessioni che fanno capolino.
Ad aggravare la situazione il fatto che tutto ciò avverrà in uno scenario di possibile aumento dell’inflazione cinese che causerà maggiori costi delle importazioni dalla Cina. Il ritornello del paziente America nei confronti della Cina è sempre stato che il renminbi yuan era troppo basso nei confronti del dollaro, e dal tasso artificiale in vigore fino al 2005 di 8,28 yuan per un dollaro si è passati, nel corso degli ultimi anni, all’attuale 7,18, comunque giudicato insufficiente dalle lobby dei produttori americani.
Un’altra lamentela ricorrente nei confronti della Cina riguardava le condizioni lavorative nelle fabbriche cinesi, cosa che è stata recentemente considerata in un pacchetto di riforme sulla legge del lavoro che ha introdotto misure più protettive nei confronti dei lavoratori e che hanno avuto il risultato immediato di aumentare i costi di produzione delle fabbriche cinesi e conseguentemente dei loro prodotti. Un altro desiderio spesso espresso dalle amministrazioni americane ed europee era l’eliminazione di alcune pratiche considerate commercialmente scorrette, quali gli incentivi fiscali per l’esportazione accordati dal governo cinese, ma che erano spesso utilizzati dalle fabbriche di proprietà straniera (e quindi spesso americane ed europee) o comunque con committenti stranieri. Anche tali pratiche sono in via di eliminazione ed anche questo sta contribuendo ad aumentare il prezzo dei prodotti finiti.
Il risultato finale però è forse diverso da quello desiderato, in quanto l’inflazione cinese non è destinata a rimanere un fenomeno locale, ma diventerà uno dei vari prodotti d’esportazione, insieme ai giocattoli, scarpe, vestiti, elettronica che costituiscono una voce importante nel paniere dell’americano medio, considerato non solo l'impatto diretto ma anche il ruolo di calmiere dei prezzi che i prodotti d’importazione dalla Cina hanno sempre avuto. E questo senza considerare che i risparmi del governo cinese sono in buona parte situati in bond americani, situazione destinata a cambiare se i tassi d’interesse dovessero essere abbassati per stimolare, o non deprimere troppo, l’economia.
Insomma, in questo mondo globale i fili che legano le persone da un estremo all’altro di un oceano sono molti e spesso invisibili, alle volte bisogna fare attenzione a esprimere un desiderio che si può correre il rischio di essere accontentati.
Marco Wong
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