Studiò all’Università dello Utah e grazie alle influenti conoscenze del padre, trovò lavoro nel consolato americano a Shanghai.
Helen aveva solo 23 quando approdò al porto di
Shanghai: era il 1931, appena 10 anni dalla fondazione del
Partito Comunista. Furono gli anni in cui la Cina si ritrovava devastata dalla guerre intestine,
Mao Tze Tung guidava la sua “
Lunga Marcia” e l’aggressione da parte del Giappone

della Manciuria provocava la nascita del
Manchukuo. In uno scenario così travagliato Helen diventò nel giro di pochi anni
uno dei primi legami tra l’Estremo Oriente e l’America.
A Shanghai incontrò suo marito
Edgar Snow, autore di “
Stella rossa sulla Cina” e primo giornalista americano nella storia ad intervistare
Mao Tze Tung. Nel 1932 si trasferirono a
Beijing in una piccola dimora vicino all’Università dello Yenching, dove svolsero entrambi l’attività dell’insegnamento. Nel frattempo riportavano notizie per le testate americane riguardanti gli avvenimenti anti-giapponesi del “
Movimento del 9 Dicembre”. Nel 1935 aiutarono gli studenti in rivolta, nascondendoli alla polizia e traducendo in inglese le loro proteste. A differenza di molti, gli Snow non avevano l’attitudine colonialista, e riuscirono per questo ad instaurare un rapporto sentimentale con la gente del luogo.
Fu Edgar il primo, nel 1936, a dirigersi nella “
Zona rossa” a Yan’an, quartier generale delle forze rivoluzionarie di Mao, dove incontrò il leader comunista e lo intervistò. Grazie al suo resoconto del viaggio in “
Stella rossa sulla Cina”, diede un contributo importantissimo all’Occidente sugli fatti che accaddero in quelle zone.

Helen o Peg, come veniva chiamata dagli amici, lo raggiunse poco dopo facendo tappa a Xi’an e quando arrivò a Yan’an scrisse i suoi appunti di viaggio “
Inside the red China”, primo di una lunga serie di volumi tra cui i più famosi “
Red Dust” (pubblicato nel 1952), “
The Song of Ariran”, tratto dall’intervista che lei fece al leader dell’indipendenza coreana
Jang Jirak (1941), e infine la sua autobiografia “
My China years” (pubblicato nel 1984). Helen scrisse sempre sotto lo pseudonimo di Nym Wales perché le sue opere non venissero confuse con quelle del marito. Era piuttosto gelosa dei suoi scritti e si interessava molto alla questione delle donne, per questo una frase che amava dire era proprio “
Una civiltà si giudica anche dal posto che riserva alle donne”.
Negli anni dell’invasione giapponese, Helen, Edgar e il neozelandese Rewi Alley fondarono le cooperative industriali che permisero alle fabbriche cinesi di continuare la loro attività. Fu proprio lei che coniò lo slogan "
gong ho" (lavorare insieme), termine così efficace che entrò, senza uscirne mai, nel vocabolario americano.

Nel 1940 Helen ritornò negli States e gli Snow divorziarono ufficialmente nel 1949. Da quel momento Helen si rinchiuse nella sua casa nel Connecticut e a parte uno o due viaggi in Cina, si dedicò interamente alla scrittura, collezionando saggi e opere sulla Cina.
Alla sua morte, avvenuta nel 1997, i familiari di Helen donarono tutti i suoi documenti, manoscritti e le fotografie alla biblioteca del Brigham Young University.
Dopo le celebrazioni dell’anno scorso, voluti dal Partito Comunista, nel
Palazzo dell’Assemblea del Popolo in Tiananmen, per i cento anni dopo la nascita di
Helen Foster Snow, ricordiamo, oggi, nel giorno dedicato alle donne, colei che è stata la prima scrittrice americana appassionata della Cina e che si autodefiniva “
Amica della Cina!”.